Ciao, io sono il caffè al ristorante dopo il pasto

La triste storia di una bevanda servita al ristorante a fine pasto, quella del caffè, simbolo nazionale che a volte viene maltrattato. Una storia che lascia l’amaro in bocca.

Sei stato a mangiare al ristorante ed hai avuto un servizio cordiale e disponibile? Hai fatto una di quelle abbuffate memorabili ed era tutto squisito? Bene sono contento per te!

Ma non gioirei ancora fossi in te! Perché sto arrivando io a rovinarti il palato. Allora mi presento. Piacere io sono il caffè servito al ristorante alla fine del pasto.

Se pensi al caffè ti viene in mente un bar dove fermarti per godere di questa bevanda che ti viene servita calda, con una densa crema ed ilsapore deciso. Dal gusto autentico. Quello è il vero caffè che ogni buon italiano è abituato a bere e ha il piacere di farlo. D’altronde sappiamo benissimo che in Italia il caffè è tanto amato ed agognato, come un eroe della patria, un vero simbolo per questa nazione ed un marchio da vantare in tutto l’universo, almeno che su un altro pianeta c’è qualcuno che ami il caffè più degli italiani.

Bene, quello che vi ho presentato è mio cugino, perché io sono diverso, non sono importante come lui, su di lui prestano molta più attenzione di me, ed un po’ ne risento di tutto questo. Vorrei essere un bel cigno ma mi trattano come un brutto anatroccolo. Ed eccomi che arrivo a tavola, con la tazzina sempre sporca sul bordo dal quale mi hanno fatto cadere, a volte arrivo troppo bollente e scuro, altre invece già freddo perché il cameriere un po’ distratto si ferma a preparare gli amari da portare a tavola e mi lascia li solo ad aspettare, altre volte invece siamo in tanti e quindi devo aspettare l’arrivo degli altri miei caffè e rimango li a prendere freddo. Molte volte invece nessuno presta attenzione alla macchina del caffè e la trascurano per giorni interi cosi che i filtri sono intasati da rimanenze che mi procurano quel sapore tremendo e che spesso finiscono direttamente sul fondo della tazzina. Ed eccomi che giungo a tavola a rovinare il pranzo o la cena ma caro cliente non prendertela con me, io non ci posso fare niente,

D’altronde il ristoratore deve pensare a dare un buon servizio e preparare delle prelibatezze da servire ai propri clienti e proprio per questo mi trascura spesso. Lui però a volte non sa o forse non si rende conto che io sono il principe della tavola, semplicemente perché sono l’ultimo sapore del pasto che il cliente porterà con se quel gusto tremendo dopo aver lasciato il locale ed è quello che ricorderà di più del pasto.

Quindi caro ristoratore, io non chiedo molto ma solo che mi presti un po’ di attenzione in più e che sei più gentile con me sperando che responsabilizzi anche il tuo staff a trattarmi veramente come un principe, d’altronde per la maggior parte dei tuoi clienti sono una parte fondamentale del pasto.

Però se poi c’è qualcuno che dice in italia non sanno fare il caffè allora qui m’incazzo. Perché io sono una bevanda nobile e vengo trattato da tale. E non venitemi a dire delle grandi multinazionali di caffè che hanno grandi conoscenze su di me perche loro non mi si filano per niente e pensano solo ai grandi numero infischiandosene delle mie qualità.

Quindi caro ristoratore ho scritto questa lettera per te, con la speranza che da domani mi tratterai con più rispetto e, io tratterò con più rispetto i tuoi commensali senza lasciargli più il palato amaro.

Con queste poche righe ho voluto raccontarvi la mia triste storia, quella del caffè servito al ristorante a fine pasto.

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